Roberto Saviano – La paranza dei bambini
Un
libro choc, anche se già sapevo molto di questo libro prima di iniziarlo. Ho letto che è in
testa in modo sorprendente alle classifiche di vendita del periodo natalizio. Non è certo una
strenna. Mi auguro che il successo del libro sia dovuto non solo a curiosità morbosa ma
soprattutto al desiderio di conoscere e
essere informati.
Il libro ha suscitato in me più di
una perplessità. E’ un romanzo e quindi ha l’andamento di un giallo noir di
camorra, con inevitabili enfasi e coloriture ed espressioni dialettali. Ma Saviano è una persona seria e
da Gomorra in poi fa opera di denuncia sociale e di formazione culturale. Quindi
è lecito chiedersi quanto sia vero o verosimile (già successo? potenzialmente
verificabile nel contesto napoletano di oggi?) e quanto di ciò che Roberto
scrive sia documentato dalla realtà dei fatti.
In questa ipotesi (una
realtà viva ed esistente) lo choc si fa smarrimento e angoscia. Significa che
nel brodo culturale (più che solo criminale) della Napoli contemporanea è possibile che si
formino gang (paranze in linguaggio
di camorra) di preadolescenti – adolescenti che apparentemente conducono una
vita normale (vanno a scuola, dormono
nella casa dei genitori). Ma questi
stessi “bambini” nel segreto dell’associazione mafiosa (con tanto di rituale di
iniziazione) spacciano, fanno incursioni armate in motorino nel centro della
città, sparando con pistole, mitragliette e Kalashnikov (le cosiddette stese),
uccidono gratuitamente e per soldi anche compagni e amici. Tutto per imitare o
supplire le gesta dei boss in carcere o ai domiciliari, conquistare le piazze,
diventare ricchi e soprattutto potenti.
La loro ispirazione è nelle gesta
virtuali di You Tube o nei film di delinquenza, gli eroi sono non più Tex
Willer o Zorro o Buffalo Bill, ma criminali puri, dieci volte più cinici e
spietati di qualsiasi killer seriale.
Non voglio riassumere il libro. Ma
una domanda è lecito porsela: tutto questo avviene e può ancora ripetersi e
avvenire senza che il mondo adulto “sano” reagisca, ponga rimedi, intervenga
con la giusta durezza e con i correttivi
che uno Stato di diritto possiede? La spietatezza del libro è tale che riflette
tutta una società omertosa, ripiegata sulla paura e insensibile alla devianza
totale, una società alla fine marcia e complice. Dov’è la scuola, la famiglia
(tanto esaltata in Italia), la Magistratura, i pubblici poteri? A tanto è
arrivata la tolleranza e l’ignavia da permettere
che la criminalità contagi e corrompa “bambini”?
Se centinaia, migliaia di persone
hanno letto questo romanzo in prossimità del Natale e hanno poi dormito sonni tranquilli
le conseguenze logiche sono due: o il libro è stato letto come uno dei tanti
gialli noir circolanti (assolutamente non preso sul serio) oppure la callosità della
coscienza collettiva è tanto spessa da essere ormai una corazza insensibile.
Perché la giusta reazione sarebbe
quella di chiedere a Saviano: dacci qualche
documento in più, cita fatti e date. Perché i media (che pubblicano tante
sciocchezze) non sbattono in prima pagina le paranze dei bambini?
L’intera città di Napoli e l’intera nazione dovrebbero reagire con uno scatto di dignità: nemmeno nelle più buie epoche della storia è esistita un’infamia simile.
L’intera città di Napoli e l’intera nazione dovrebbero reagire con uno scatto di dignità: nemmeno nelle più buie epoche della storia è esistita un’infamia simile.
Amoproust, 10 gennaio 2017.
Nessun commento:
Posta un commento