sabato 9 settembre 2017

Angeles Mastretta - Donne dagli occhi grandi

Interludio

Chiedo scusa ai miei pochi e affezionati lettori se non mi sono più fatto vivo con le mie letture  e recensioni.
E’ stata per me un’estate diabolica e rovente non solo per il caldo, la siccità ma soprattutto per vicende personali che mi hanno addolorato, depresso e svuotato. Ho letto sì ma distrattamente e, per congettura, anche questa diabolica, testi sgradevoli, che non mi hanno dato alcun piacere. Colpa dei libri o del mio stato d’animo? Non lo so.
Di questi testi non intendo parlare. Il primo “Corruzione” di Don Winslow  è un inno alla malvagità e al cinismo dell’agire. Forse non era questa l’intenzione dell’autore, ma l’esito di fatto. Piacerà come testo ai patiti del poliziesco ma questo libro non ha nulla a che fare con la letteratura.
Il secondo è di un grande autore Jonathan Coe. “La banda dei brocchi” forse perché opera ancora immatura, forse di nuovo per la mia provvisoria incapacità di intendere, non mi ha dato alcun piacere. Scombinato, a volte retorico, melenso nel finale… insomma altra cosa dai libri noti di Coe.
Il terzo è stata una sorpresa. Un testo di una scrittrice messicana di cui, invece intendo parlare. E sarà la mia prossima recensione.
Amoproust, 9 settembre 2017

Angeles Mastretta – Donne dagli occhi grandi

Un’indicazione, una veloce ricerca su Internet, una scoperta. 
Nulla sapevo di quest’autrice messicana contemporanea, che certamente appartiene alla schiera delle grandi donne della letteratura e alla capacità, tutta sudamericana, ladina, di far vivere nella scrittura, sentimenti, passioni, emozioni.

Come suggerisce il titolo non si tratta di un romanzo (l’autrice ne ha  scritti) ma di ritratti: profili di donne di Puebla, che affettuosamente l’autrice chiama zie, mai donne qualunque, ma donne accomunate dalla fierezza di essere tali, dalla determinazione nel raggiungere obiettivi, dalle invincibili passioni violente e irriducibili, dal sentimento orgoglioso del proprio io.

Ritratti scritti sulla carta ma che sono piuttosto o pitture realizzate a pennellate violente e cariche di colore o piuttosto sculture a tutto tondo create con forti scalpellate e martellate così che ne esca un volto fiero e scavato, un busto scanalato, una statua abbozzata ma che già dice tutto del soggetto.

Pochi sanno usare la penna come uno scalpello così come riesce a Mastretta. Le donne dagli occhi grandi sono capaci di guardare oltre, al di là del quotidiano, sempre pronte a cogliere la creatività della vita, sempre con un piglio deciso e irrispettoso delle convenzioni e delle regole.

I profili di queste donne sono tanto diversi nei dettagli e nelle particolarità che le contraddistinguono quanto uguali nella stilistica umana e caratteriale. Si assomigliano perché sono espressione del femminino ardente e prepotente della donna messicana.

Profili da leggere e su cui riflettere: una galleria unica in cui si concretizza l’anima e lo stile di Angeles Mastretta.

Questa autrice ha scritto anche romanzi e una raccolta di profili maschili titolata “Mariti”. Sull’onda dell’entusiasmo per la lettura di “Mujeres de ojos grandes” ho iniziato la lettura di “Strappami la vita” (Arrancame la vida) romanzo d’esordio del 1986, ma ne sono rimasto deluso. Come mangiare un piatto insipido dopo una pepata di cozze. Ma la Mastretta è sicuramente capace di usare la penna come poche sanno fare. Merita un atto di fede. Ci riproverò.

Amoproust, 9 settembre 2017