martedì 5 luglio 2016

John Fante



John Fante – Chiedi alla polvere,  Full of life

Molti si chiederanno: chi è costui? John Fante è uno di quegli autori cui si arriva attraverso un percorso guidato, altrimenti rimane per i più uno sconosciuto. Dopo un colpevole silenzio di vent’anni oggi è riscoperto e ripubblicato. Colpa e demerito anche della nostra educazione scolastica letteraria, che è poco definir provinciale, tanto è gretta e ristretta ai confini dell’Italietta nostrana. Ho conseguito la maturità classica con ottimi voti, ho frequentato una facoltà di lettere e filosofia da cui sono uscito laureato con 110 e lode. Ma l’ho veramente meritato questo titolo? Come gli studenti liceali e universitari ai miei tempi (e non credo che oggi le cose stiano molto meglio) sapevo quasi tutto di Manzoni, Leopardi, Pascoli, Carducci… e del Rinascimento italiano e di Machiavelli, Ariosto, Tasso… Ma ho accostato quel gigante che è Proust solo un decennio fa, per mia volontà e curiosità di ricerca, non guidato da nessuno. E così è stato per l’universo sconfinato degli autori stranieri che gli studi ci hanno fatto credere poveri e inferiori ai nostri. Nonostante gli studi di Calvino, nonostante il mondo ormai in via di globalizzazione. Vorrei poter tornare indietro per recuperare il tempo perduto (Proust) ma non è possibile. Come ho potuto ignorare, da studente, Borges e Stendhal, Hemingway e Steinbeck, Musil e Mann? Bah! Forse è colpa dei miei insegnanti, triti ripetitori dei loro insegnanti, forse è colpa di un programma scolastico parafascista in cui il nome "italiano" ricorreva come un mantra, forse più banalmente è colpa  mia, pago del giardinetto di casa nostra oltre il cui muro si estendeva l’enorme prateria della vita narrativa. Inutile piangere sul latte versato (dice un vecchio ma saggio proverbio), inutile. Spero solo che questo mio povero blog riesca a innescare nei miei lettori la voglia di conoscere, sulle orme dell’Ulisse dantesco.
Fante - riprendo il discorso - è un italo americano, figlio di poveri emigranti abruzzesi, nato e vissuto in America. Ma non ha dimenticato le sue origini italiane che ricorrono nei suoi libri (che spero di leggere tutti dopo questi due primi assaggi) nel personaggio di Arturo Bandini, alter ego dell’autore   e nelle numerose citazioni autobiografiche. “Chiedi alla polvere” è una storia di iniziazione sentimentale. I protagonisti sono Arturo, scrittore alle prime armi e Camilla Lopez, cameriera messicana di un locale di Los Angeles. Il contesto in cui si svolge l’azione è una California polverosa e assetata, abitata da personaggi stralunati e cervellotici, popolata di alberghetti più simili a tane di topi che ad abitazioni di uomini. L’ironia e la comicità di Fante sono travolgenti, ma in un clima di malinconia e una persistente pervasione di colpa. Fante è cattolico, Fante è erede di una tradizione secolare dove l’educazione religiosa è tenebrosa, dove il destino si accompagna al crocifisso. Occorre leggere l’introduzione di Baricco al libro di Fante e si capiranno molte cose.

“Full of life “ è un testo breve autobiografico dove Fante racconta (inventa?) la gravidanza stralunata della sua compagna Joyce, in un susseguirsi di colpi di scena e l’irruzione nel romanzo del padre di John, rude muratore abruzzese in pensione. Irruzione avvenuta per volontà di un ingenuo John  in seguito  a un tragico evento: il crollo del pavimento della cucina per colpa delle termiti della casa dei due sposini. Il personaggio del papà giganteggia nel romanzo con il suo autoritarismo da padre padrone, il ricorso a trame superstiziose e un caratteraccio duro che lo porta ad allearsi con le stravaganze di Joyce, in crisi mistica per la gravidanza, contro il mite figlio John che subisce e patisce in nome della famiglia. La comicità e l’umorismo di Fante sono irresistibili, le situazioni proprie di un film di Charlie Chaplin, il finale degno di una commedia dell’arte. Ma non manca nel romanzo una lieve nostalgia per un mondo perduto e una nota malinconica per la brutalità e l’imprevedibilità della vita.

Non resta che augurare a tutti una buona lettura: cominciate da un qualsiasi libro di Fante. Se siete amanti della buona narrativa vi stregherà e ammalierà come e forse di più del suo omologo Bukowsky.

Amoproust, 5 luglio 2016