John Fante – Chiedi alla polvere, Full of life
Molti si chiederanno: chi è costui?
John Fante è uno di quegli autori cui si arriva attraverso un percorso guidato,
altrimenti rimane per i più uno sconosciuto. Dopo un colpevole silenzio di vent’anni
oggi è riscoperto e ripubblicato. Colpa e demerito anche della nostra
educazione scolastica letteraria, che è poco definir provinciale, tanto è
gretta e ristretta ai confini dell’Italietta nostrana. Ho conseguito la
maturità classica con ottimi voti, ho frequentato una facoltà di lettere e
filosofia da cui sono uscito laureato con 110 e lode. Ma l’ho veramente
meritato questo titolo? Come gli studenti liceali e universitari ai miei tempi
(e non credo che oggi le cose stiano molto meglio) sapevo quasi tutto di
Manzoni, Leopardi, Pascoli, Carducci… e del Rinascimento italiano e di
Machiavelli, Ariosto, Tasso… Ma ho accostato quel gigante che è Proust solo un
decennio fa, per mia volontà e curiosità di ricerca, non guidato da nessuno. E
così è stato per l’universo sconfinato degli autori stranieri che gli studi ci
hanno fatto credere poveri e inferiori ai nostri. Nonostante gli studi di
Calvino, nonostante il mondo ormai in via di globalizzazione. Vorrei poter
tornare indietro per recuperare il tempo perduto (Proust) ma non è possibile. Come
ho potuto ignorare, da studente, Borges e Stendhal, Hemingway e Steinbeck, Musil
e Mann? Bah! Forse è colpa dei miei insegnanti, triti ripetitori dei loro
insegnanti, forse è colpa di un programma scolastico parafascista in cui il nome "italiano" ricorreva come un mantra, forse più banalmente è colpa
mia, pago del giardinetto di casa nostra oltre il cui muro si estendeva
l’enorme prateria della vita narrativa. Inutile piangere sul latte versato (dice
un vecchio ma saggio proverbio), inutile. Spero solo che questo mio povero blog
riesca a innescare nei miei lettori la voglia di conoscere, sulle orme dell’Ulisse
dantesco.
Fante - riprendo il discorso - è un
italo americano, figlio di poveri emigranti abruzzesi, nato e vissuto in
America. Ma non ha dimenticato le sue origini italiane che ricorrono nei suoi
libri (che spero di leggere tutti dopo questi due primi assaggi) nel personaggio
di Arturo Bandini, alter ego dell’autore
e nelle numerose citazioni autobiografiche. “Chiedi alla polvere” è una
storia di iniziazione sentimentale. I protagonisti sono Arturo, scrittore alle
prime armi e Camilla Lopez, cameriera messicana di un locale di Los Angeles. Il
contesto in cui si svolge l’azione è una California polverosa e assetata,
abitata da personaggi stralunati e cervellotici, popolata di alberghetti più
simili a tane di topi che ad abitazioni di uomini. L’ironia e la comicità di
Fante sono travolgenti, ma in un clima di malinconia e una persistente
pervasione di colpa. Fante è cattolico, Fante è erede di una tradizione
secolare dove l’educazione religiosa è tenebrosa, dove il destino si accompagna
al crocifisso. Occorre leggere l’introduzione di Baricco al libro di Fante e si
capiranno molte cose.
“Full of life “ è un testo breve
autobiografico dove Fante racconta (inventa?) la gravidanza stralunata della
sua compagna Joyce, in un susseguirsi di colpi di scena e l’irruzione nel romanzo
del padre di John, rude muratore abruzzese in pensione. Irruzione avvenuta per
volontà di un ingenuo John in
seguito a un tragico evento: il crollo
del pavimento della cucina per colpa delle termiti della casa dei due sposini.
Il personaggio del papà giganteggia nel romanzo con il suo autoritarismo da padre
padrone, il ricorso a trame superstiziose e un caratteraccio duro che lo porta
ad allearsi con le stravaganze di Joyce, in crisi mistica per la gravidanza,
contro il mite figlio John che subisce e patisce in nome della famiglia. La
comicità e l’umorismo di Fante sono irresistibili, le situazioni proprie di un
film di Charlie Chaplin, il finale degno di una commedia dell’arte. Ma non
manca nel romanzo una lieve nostalgia per un mondo perduto e una nota
malinconica per la brutalità e l’imprevedibilità della vita.
Non resta che augurare a tutti una
buona lettura: cominciate da un qualsiasi libro di Fante. Se siete amanti della
buona narrativa vi stregherà e ammalierà come e forse di più del suo omologo
Bukowsky.
Amoproust, 5 luglio 2016
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