lunedì 31 ottobre 2016

Corrado Augias – I segreti di Istanbul

Il rischio, affrontando un tema come questo, è quello di dar vita a una guida turistica o di perdersi in dettagli – diciamo così – piccanti. 

Ma Augias è un autore multiforme che ha già dato prova di sé con Londra, Parigi e, soprattutto, Roma. E se l’è cavata egregiamente. Libri interessanti e colti, che hanno saputo trovare  e interpretare l’anima delle città, capirne a fondo l’identità culturale e storica.

Così è anche per questo volume su Istanbul, città a metà europea e a metà asiatica, dove Augias ha soggiornato – se ho ben capito – solo al fine di scrivere questo libro, ma ben corredato di fonti storiche e di una conoscenza approfondita dell’evoluzione nelle varie epoche e contesti. Ne è nato un piccolo condensato ritratto storico- culturale in sé unico, di grande interesse sia ai fini della pura conoscenza (oggi in sé tanto criticata, perché non finalizzata  a un utile immediato) sia pensando  a una visita della città, guidata non dagli stereotipi frettolosi luoghi comuni turistici, ma da un vero viaggio nelle intimità della metropoli.

Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul: tre tappe storiche. L’antica città “greca”, la città “cristiana” voluta da Costantino, la moderna metropoli d’impronta ottomana, turca fin nel midollo, quasi reattiva a qualsiasi tentativo di vera occidentalizzazione.

Molte le curiosità (i segreti) che emergono da queste pagine: Costantino e la madre Elena, praticamente fondatori della Chiesa ufficiale, Giustiniano e la bella misteriosa Teodora, Maometto II e la conquista sanguinosa della città, la città ebraica e le tracce del passato giudaico. E tutto ha lasciato una traccia, nelle chiese  e nelle moschee, nei palazzi superbi, nelle viuzze anguste, nei quartieri storici come quello di Pera. E nel libro molte le lezioni da imparare e di cui far tesoro.

Un volume da leggere e da cui difficilmente vi staccherete dopo le prime pagine, un po’ propedeutiche e apparentemente noiose, ma necessarie a condurre il lettore nel cuore del problema. Consiglio, come ho fatto io, di seguire il libro con una mappa aggiornata della città, magari con Google Heart. 

Sarà molto più arrapante, un vero viaggio culturale.


Amoproust, 31 ottobre 2016

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