Corrado Augias – I segreti di Istanbul
Il rischio, affrontando un tema come
questo, è quello di dar vita a una guida turistica o di perdersi in dettagli –
diciamo così – piccanti.
Ma Augias è un autore multiforme che ha già dato prova
di sé con Londra, Parigi e, soprattutto, Roma. E se l’è cavata egregiamente.
Libri interessanti e colti, che hanno saputo trovare e interpretare l’anima delle città, capirne a
fondo l’identità culturale e storica.
Così è anche per questo volume su
Istanbul, città a metà europea e a metà asiatica, dove Augias ha soggiornato –
se ho ben capito – solo al fine di scrivere questo libro, ma ben corredato di
fonti storiche e di una conoscenza approfondita dell’evoluzione nelle varie
epoche e contesti. Ne è nato un piccolo condensato ritratto storico- culturale
in sé unico, di grande interesse sia ai fini della pura conoscenza (oggi in sé
tanto criticata, perché non finalizzata
a un utile immediato) sia pensando
a una visita della città, guidata non dagli stereotipi frettolosi luoghi
comuni turistici, ma da un vero viaggio nelle intimità della metropoli.
Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul:
tre tappe storiche. L’antica città “greca”, la città “cristiana” voluta da
Costantino, la moderna metropoli d’impronta ottomana, turca fin nel midollo,
quasi reattiva a qualsiasi tentativo di vera occidentalizzazione.
Molte le curiosità (i segreti) che
emergono da queste pagine: Costantino e la madre Elena, praticamente fondatori
della Chiesa ufficiale, Giustiniano e la bella misteriosa Teodora, Maometto II
e la conquista sanguinosa della città, la città ebraica e le tracce del passato
giudaico. E tutto ha lasciato una traccia, nelle chiese e nelle moschee, nei palazzi superbi, nelle
viuzze anguste, nei quartieri storici come quello di Pera. E nel libro molte le
lezioni da imparare e di cui far tesoro.
Un volume da leggere e da cui
difficilmente vi staccherete dopo le prime pagine, un po’ propedeutiche e
apparentemente noiose, ma necessarie a condurre il lettore nel cuore del
problema. Consiglio, come ho fatto io, di seguire il libro con una mappa
aggiornata della città, magari con Google Heart.
Sarà molto più arrapante, un
vero viaggio culturale.
Amoproust, 31 ottobre 2016
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