lunedì 9 maggio 2016

Jonathan Coe



Jonathan Coe – I terribili segreti di Maxwell Sim


Finalmente un libro per tutti, nel senso della gradevolezza della lettura, del piacere di scorrere le pagine per vedere, anche che direzione prenderà la vicenda.


Maxwell Sim (stranissimo nome che richiama le schede telefoniche) è un uomo in crisi con la famiglia, con il lavoro, con il mondo intero. Ha 48 anni e il sentore di un fallimento totale. Al suo ritorno in patria dall’Australia dove è andato per reincontrare uno stranissimo padre e dove si è quasi innamorato di una donna cinese, senza aver mai parlato con lei, accetta per cambiare, per “divertirsi” uno strano lavoro: quello di rappresentante di un nuovo spazzolino da denti, ecologico, di legno. L’azienda come primo incarico ai suoi rappresentanti dà loro il compito di recarsi nei punti estremi, più isolati del Regno Unito con nuove fiammanti Prius, per pubblicizzare l’articolo. A Sim viene affidato (o lui sceglie) il percorso più difficile: al Nord, le Shetland, via Aberdeen.


Ed ecco (facciamo un salto) che in Scozia, dopo qualche giorno, nel gelo più assoluto, la polizia scopre un commesso viaggiatore nudo e in coma etilico nella sua auto, in mezzo a una bufera di neve. E’ lui, Sim. Ma come è finito lì?


Tra la partenza da Londra (mi pare) e questa strana quasi conclusione sta il libro di Coe, ricco di pagine di sottile ironia, con strani incontri e antiche memorie. Bellissimi i dialoghi tra Sim e il navigatore satellitare della cui voce, femminile, Sim, nella solitudine del suo viaggio, si innamora. E incontrando nel suo peregrinare personaggi diversi scopre la casa dove è vissuto con il padre e si rende conto della sua omosessualità (del padre), incontra la sua ex moglie, rivive la sua vita. Vivi e a tutto tondo i personaggi che incontra, le stranezze della figlia, le scoperte inaspettate.


Il romanzo finisce su una spiaggia australiana con una conclusione sorprendente: Sim incontra il suo autore.


Un romanzo diversissimo da “La famiglia Winshaw” e “La pioggia prima che cada” che mi hanno fatto conoscere Coe. Ma stupefacente.


Se volete passare qualche ora in compagnia di un autore brillante, divertente, ironico, sorprendente, leggero, anche quando tratta argomenti di grande serietà e profondità, ebbene leggete questo libro. Non ve ne pentirete.


Amoproust, 9 maggio 2016


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