Jonathan Coe – I terribili segreti di Maxwell Sim
Finalmente un libro per tutti, nel
senso della gradevolezza della lettura, del piacere di scorrere le pagine per
vedere, anche che direzione prenderà la vicenda.
Maxwell Sim (stranissimo nome che
richiama le schede telefoniche) è un uomo in crisi con la famiglia, con il
lavoro, con il mondo intero. Ha 48 anni e il sentore di un fallimento totale. Al
suo ritorno in patria dall’Australia dove è andato per reincontrare uno
stranissimo padre e dove si è quasi innamorato di una donna cinese, senza aver
mai parlato con lei, accetta per cambiare, per “divertirsi” uno strano lavoro:
quello di rappresentante di un nuovo spazzolino da denti, ecologico, di legno.
L’azienda come primo incarico ai suoi rappresentanti dà loro il compito di
recarsi nei punti estremi, più isolati del Regno Unito con nuove fiammanti
Prius, per pubblicizzare l’articolo. A Sim viene affidato (o lui sceglie) il
percorso più difficile: al Nord, le Shetland, via Aberdeen.
Ed ecco (facciamo un salto) che in
Scozia, dopo qualche giorno, nel gelo più assoluto, la polizia scopre un commesso
viaggiatore nudo e in coma etilico nella sua auto, in mezzo a una bufera di
neve. E’ lui, Sim. Ma come è finito lì?
Tra la partenza da Londra (mi pare)
e questa strana quasi conclusione sta il libro di Coe, ricco di pagine di
sottile ironia, con strani incontri e antiche memorie. Bellissimi i dialoghi
tra Sim e il navigatore satellitare della cui voce, femminile, Sim, nella
solitudine del suo viaggio, si innamora. E incontrando nel suo peregrinare
personaggi diversi scopre la casa dove è vissuto con il padre e si rende conto
della sua omosessualità (del padre), incontra la sua ex moglie, rivive la sua
vita. Vivi e a tutto tondo i personaggi che incontra, le stranezze della figlia, le scoperte inaspettate.
Il romanzo finisce su una spiaggia
australiana con una conclusione sorprendente: Sim incontra il suo autore.
Un romanzo diversissimo da “La
famiglia Winshaw” e “La pioggia prima che cada” che mi hanno fatto conoscere
Coe. Ma stupefacente.
Se volete passare qualche ora in
compagnia di un autore brillante, divertente, ironico, sorprendente, leggero,
anche quando tratta argomenti di grande serietà e profondità, ebbene leggete
questo libro. Non ve ne pentirete.
Amoproust, 9 maggio 2016
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